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| Il fiume
è un corso d’acqua che nasce dallo sciogliersi dei ghiacciai
(il punto esatto dove nasce il fiume si chiama sorgente),
esso scorre incanalato in un solco, detto letto
del fiume, che occupa il fondo di una valle,
scavata dal lavoro d’erosione, compiuto
dal fiume stesso. La valle ha di solito un profilo trasversale a forma
di V, e dei versanti
che si fanno più rapidi quanto più compatta è la struttura
del terreno, nel quale esso è scavato. Procedendo verso il basso
la valle si apre, ed il fluire dei versanti diventa più dolce, per
questo, molti grandi fiumi scorrono nel tronco inferiore, in pianura,
ed il loro letto si fa larghissimo. Nel suo fluire verso le terre più
basse, il fiume, può ricevere altri corsi d'acqua
detti affluenti.
Il fiume, nel suo complesso, ha un andamento longitudinale di tipo paraboloide,
ripido accanto alla sorgente, con una pendenza minima per un buon tratto
prima dalla foce. Questo andamento prende il nome di profilo
del fiume. Quando non è
affluente di un altro più importante il fiume sfocia in un mare
o in un lago: è proprio in questo
momento che si possono incontrare alcune differenze macroscopiche dello
stesso.
La foce di un fiume, infatti, può essere di tre tipi: semplice, a delta o ad estuario. Una foce semplice è una foce ad un solo ramo; una foce a delta si può incontrare invece quando il fiume si divide in più rami prendendo una caratteristica forma triangolare (i fiumi con una foce a delta più importanti sono il Po’, il Danubio, il Nilo ed il Mississippi), ed infine, parlando di una foce ad estuario, s'intende una foce le cui sponde si allargano ad imbuto (come per esempio nei fiumi Senna, Congo e Tamigi). Le caratteristiche strutturali più importanti di un fiume (e che quindi lo caratterizzano in modo particolare) sono sicuramente:
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