Il fiume è un corso d’acqua che nasce dallo sciogliersi dei ghiacciai (il punto esatto dove nasce il fiume si chiama sorgente), esso scorre incanalato in un solco, detto letto del fiume, che occupa il fondo di una valle, scavata dal lavoro d’erosione, compiuto dal fiume stesso. La valle ha di solito un profilo trasversale a forma di V, e dei versanti che si fanno più rapidi quanto più compatta è la struttura del terreno, nel quale esso è scavato. Procedendo verso il basso la valle si apre, ed il fluire dei versanti diventa più dolce, per questo, molti grandi fiumi scorrono nel tronco inferiore, in pianura, ed il loro letto si fa larghissimo. Nel suo fluire verso le terre più basse, il fiume, può ricevere altri corsi d'acqua detti affluenti. Il fiume, nel suo complesso, ha un andamento longitudinale di tipo paraboloide, ripido accanto alla sorgente, con una pendenza minima per un buon tratto prima dalla foce. Questo andamento prende il nome di profilo del fiume. Quando non è affluente di un altro più importante il fiume sfocia in un mare o in un lago: è proprio in questo momento che si possono incontrare alcune differenze macroscopiche dello stesso.


La foce di un fiume, infatti, può essere di tre tipi: semplice, a delta o ad estuario. Una foce semplice è una foce ad un solo ramo; una foce a delta si può incontrare invece quando il fiume si divide in più rami prendendo una caratteristica forma triangolare (i fiumi con una foce a delta più importanti sono il Po’, il Danubio, il Nilo ed il Mississippi), ed infine, parlando di una foce ad estuario, s'intende una foce le cui sponde si allargano ad imbuto (come per esempio nei fiumi Senna, Congo e Tamigi). Le caratteristiche strutturali più importanti di un fiume (e che quindi lo caratterizzano in modo particolare) sono sicuramente: 
  • IL BACINO (cioè l’area depressa nella quale si accumulano i sedimenti del fiume stesso) 
  • IL PROFILO DI EQUILIBRIO (dalla sorgente alla foce) 
  • LA PORTATA (il volume d’acqua che passa in una sezione del fiume in un minuto-secondo) 
  • IL REGIME(ovvero la tipologia della distribuzione della portata durante un periodo annuale) 
  • IL COEFFICENTE DI DEFLUSSO 
Tutte queste caratteristiche sono da rapportare alle condizione climatiche, e geolitologiche del territorio attraversato dal corso d’acqua in esame. Anche il letto di un fiume (come la sua foce), può assumere aspetti differenti (si possono suddividere infatti i letti di un fiume in letti di magra o di piena), e lo studio della sua sezione è utile per la determinazione delle sue caratteristiche, ed in particolare per quelle di sedimentazione. La capacità di sedimentazione di un fiume, infatti, se molto elevata in pianura, porta di sovente alla sopraelevazione del suo letto rispetto al piano di campagna (come nel caso di un fiume pensile). Molto importanti, a questo proposito, sono quindi le opere d'ingegneria, con cui s'intende governare i corsi d’acqua, diminuirne l’azione erosiva, migliorarne la navigabilità, e difendere abitanti e campagne dalle loro piene (a volte disastrose). Un corso d'acqua quando subisce forti variazioni di portata, tali che in alcuni periodi dell'anno può rimanere asciutto prende il nome di torrente. Lo Scrivia non giunge sino alla fase acuta di siccità, pur modificando il regime in modo molto netto.